Domande frequenti biogas

Hai già un impianto?

HAI GIÀ UN IMPIANTO?


↓ Perchè scegliere Biologicalcare?

Basta informarsi. Biologicalcare è stata la prima società costituita in Italia per offrire servizi al biogas.
E’ nata da un spin of di un importante Gruppo chimico che già si occupava di questioni tecniche complesse da oltre 50 anni.
Il personale Biologicalcare, selezionato accuratamente, ha impostato le attività partendo dagli aspetti biologici e di alimentazione degli impianti.
Poi si è specializzato anche nella parte ingegneristica di progetto ed ha iniziato attività di costruzione biogas: un processo inverso di tutti gli attori presenti sul mercato italiano!
Ha poi creato laboratori ed effettua ricerca continua in rapporto con i migliori istituti di ricerca. Ha stretto relazioni commerciali con produttori di biomasse in tutto il mondo.
Nessun altra società può vantare la medesima completezza di offerta. Biologicalcare è l’azienda del biogas, ecco il perché...

↓ Perchè fare biogas?

Il nostro pianeta ha raggiunto temperature superiori a quelle registrate negli ultimi duemila anni!
Entro fine secolo, se continueranno le tendenze attuali, il mondo collasserà. Non è catastrofismo e i segnali rapida modificazione climatica sono già evidenti a tutti.
I Governanti ed anche il Papa nella Sua ultima Enciclica stanno indicando la necessità assoluta al rapido cambiamento. La domanda di energia però raddoppierà entro il 2050.
Ciò significa che le emissioni in atmosfera sfuggiranno dal nostro controllo. Anche solo la produzione di carne e l’uso di fertilizzanti azotati in agricoltura costituiscono le fonti importanrti di emissioni, ancor più dei carburanti delle nostre automobili.
Per fortuna il futuro non è scritto e possiamo ancora influenzarlo! La modifica di nostre abitudini e la spinta per accelerare l’uso delle fonti rinnovabili è una risposta alla nostra portata.
Il biogas sarà in prima linea.

↓ Ho appena iniziato l'inserimento nel mio digestore di triticale e sono subito iniziate le schiume. Come mai e, soprattutto, come posso eliminarle?

La produzione di energia è un’occasione per gli agricoltori per trovare nuove opportunità di reddito per le proprie coltivazioni e soprattutto per i sottoprodotti e gli scarti dell’attività agricola .
Un impianto a biogas è un investimento a lungo termine in grado di produrre in modo sostenibile energia pulita contribuendo così a proteggere il nostro ambiente.
Il biogas può essere trasformato in corrente elettrica (una parte utilizzata per il funzionamento dell’impianto ed in buona parte venduta nel circuito nazionale) e calore tramite cogeneratori (utilizzata per riscaldare l’ambiente del digestore ed eventualmente locali produttivi ed abitazioni).
I sottoprodotti della fermentazione (digestato) sono un ottimo ammendante che può ritornare nel terreno agricolo contribuendo al miglioramento delle sue caratteristiche produttive.

↓ Con l'inserimento di cereali come triticale, orzo, segale, ecc mi trovo molto materiale galleggiante nel digestore. Come posso ottimizzare il processo e migliorare la situazione attuale?

Gli impianti di biogas possono essere alimentati con substrati di diversa provenienza:

- matrici organiche, come gli effluenti zootecnici (letami e liquami di bovino, suino, cavalli, pollina di gallina, tacchini, conigli);
- colture energetiche agricole, dette colture dedicate, quali gli insilati di mais, sorgo, triticale, ecc.
- biomasse energetiche specifiche per impianti di biogas, sia solide che liquide ad alto potere metanigeno come il glicerolo, il melasso o le buccette di cacao.

↓ Sono un consumatore abituale di Melasso puro, ma non riesco a tenere sotto controllo l'H2S. Avete una soluzione?

La fattibilità dell’impianto è strettamente legata al tipo di substrato organico disponibile in loco.
Il biogas può essere generato da qualsiasi prodotto o sottoprodotto di origine biologica, di conseguenza i quantitativi necessari variano in base al mix di substrati che si è deciso di utilizzare, tra quelli prodotti e quelli acquistati.
La circolare n. 32/2009 ricorda che la produzione di energia può rientrare nel regime fiscale agricolo a condizione che l'impresa agricola produca direttamente più del 50% delle risorse agroforestali necessarie per la produzione del biogas.
Non vi è alcuna prescrizione per quanto riguarda l’acquisto di biomasse dall’esterno, siano queste mais, sorgo o glicerina.
Per dare però un’idea di massima, un impianto da 1Mw necessita di 40.000 ton di sostanza secca organica l’anno, decurtabile a 20.000 ton acquistando il resto sul mercato a prezzi vantaggiosi.

↓ Il mio impianto riceve ogni giorno liquame e letame oltre all'insilato di mais. Devo però fare un trattamento antibiotico nella stalla, rischio di compromettere la biologia all'interno del digestore continuando con questa alimentazione?

La durata dell’iter autorizzativo dipende dai tempi di risposta degli enti, ma si deve considerare 5 mesi per gli impianti di piccola taglia e 9 mesi per le taglie più rilevanti.

↓ Come posso verificare nuove biomasse?

Innanzitutto conoscere la qualità di una biomassa prima di inserirla nell’impianto è fondamentale!
Bisogna sempre elaborare una razione equilibrata, evitando con cura stress alla flora batterica, causabili da sostanze difficilmente digeribili o addirittura inibenti.
Non bisogna inserire una nuova biomassa solo perché “costa poco” e andranno affrontati studi preliminari che tengano conto prima di tutti gli aspetti documentali e autorizzativi.
Poi andranno valutati gli aspetti tecnici e logistici per lo stoccaggio e il tipo di introduzione all’impianto.
Si dovranno considerare poi gli aspetti chimico/fisici del nuovo prodotto rispetto al contesto della situazione operativa dell’impianto.
Si dovrebbero sempre effettuare test mirati preventivi per approfondire diversi aspetti:
- “cartellino standard”: indaga la composizione chimica (sostanza secca, fibra, proteine, carboidrati, grassi e ceneri) al fine di bilanciare la dieta o di prevedere l’utilizzo di integratori, ad esempio, enzimi per metabolizzare un eventuale eccesso di cellulosa, altrimenti indigeribile.
- “test di biometanazione”: fornisce la curva relativa alla cinetica di metanazione, ovvero permette di conoscere quanto e in quanto tempo la biomassa viene catabolizzata in biogas e biometano.
- “inhibition test”: è invece fondamentale per verificare la presenza/assenza di sostanze inibenti, particolarmente indicato per i liquami, soprattutto quando lo si acquista presso terzi; in questo modo non si incorre nella dannosa inibizione da presenza di antibiotici o disinfettanti, capaci di generare serie problematiche anche se presenti in minime quantità.
- “Methan Tube®”: è un innovativo dispositivo trasportabile in grado di simulare in piccolo ciò che avverrà nel vostro impianto. Con l’impiego del digestante in utilizzo e l’uso del test a temperatura identica ai digestori, si potrà valutare la biomassa dal punto di vista energetico ottenendo una curva di metanazione rapida. Methantube potrà valutare nel contempo l’eventuale presenza di sostanza tossiche per la flora batterica o eventualmente di altre biomasse introdotte abitualmente all’impianto che possano entrare in “competizione" con la nuova alimentazione desiderata.
Contattaci e i nostri biologi ti daranno tutte le informazioni oppure clicca qui www.biologicalcare.it/laboratorio.php

↓ È attendibile una prova di metanazione?

Il test di biometanazione simula la digestione anaerobica su scala di laboratorio, i dati che si ottengono sono realistici e attendibili.
La durata minima del test è di 21 giorni, al termine si ottiene la curva relativa alla cinetica di degradazione e la precisa produzione di biogas, biometano, anidride carbonica e idrogeno solforato.
I test vengono sempre eseguiti in laboratori accreditati secondo metodi di analisi ufficiali.
Oppure con il dispositivo Methan Tube® potrai valutare il potenziale metanigeno utilizzando il tuo digestante come standard e calibrando il test con la stessa temperatura di esercizio del fermentatore.
Per tutte le informazioni su Methan Tube® contattaci oppure clicca qui www.biologicalcare.it/methantube.php

↓ A cosa serve il Methantube?

Methan Tube® è un dispositivo sviluppato da Biological Care per la valutazione del potenziale metanigeno di differenti substrati organici.
Serve per:
- valutare se il materiale in output dall’impianto è completamente digerito, evitando così perdite di produzione e immissione in atmosfera di gas quali metano e anidride carbonica;
- conoscere in anticipo quanto biogas potrà produrre un nuovo alimento;
- evitare l’introduzione di un prodotto inibente all’interno del digestore.
Per ottenere risultati ancora più realistici Methantube® sfrutta il digestato dell’impianto in cui la biomassa sarà alimentata ed inoltre è settabile con la stessa temperatura di esercizio. In pochi giorni sarà possibile avere i risultati, grazie ad un elaborato software previsionale.
Per tutte le informazioni su Methan Tube® contattaci oppure clicca qui www.biologicalcare.it/methantube.php

↓ Quanti tipi di glicerina si possono trovare sul mercato?

Si possono identificare due grandi famiglie, glicerine grezze e distillate.
Al mercato del biogas interessano soltanto le glicerine grezze, classificabili in base al titolo di glicerolo e all’origine vegetale o animale.
Queste ultime possono essere utilizzate solo in impianti autorizzati secondo il “Regolamento(CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009”.
La glicerina rappresenta un alimento ideale per la digestione anerobica, in quanto subisce completa trasformazione in biogas e biometano in tempi brevi, ovvero fornisce ai batteri un substrato facilmente digeribile.
Contattaci per saperne di più oppure clicca qui www.biologicalcare.it/prodotti-e-sottoprodotti.php e consulta tutte le schede.

↓ Cosa si intende per integratori?

Per integratori si intende una gamma di prodotti ideati per risolvere o migliorare il decorso digestivo. Possiamo suddividerli in macro-famiglie:
- BIOTAMP: disponibile in formato liquido o in polvere, a diversa concentrazione, studiati per ottenere un equilibrato stato nutrizionale batterico, stimolando inoltre la fisiologica batterica in casi di crisi biologica;
- DESULFIDE: disponibile in formato liquido o in polvere, prodotti a base di ferro, per abbattere l’H2S nel biogas;
- CARBON: formulati liquidi ideati per bilanciare le diete caratterizzate da un eccesso di azoto, aumentano la percentuale di metano nel biogas;
- BM PLUS: enzimi cellulolitici, rendono digeribile la fibra (presente in tutte le biomasse vegetali), apportano vantaggi quali aumento delle produzione energetica, riduzione della viscosità e della fatica degli agitatori con minor costi di gestione e riduzione dei quantitativi in alimentazione.
Visualizza le brochure informative cliccando qui www.biologicalcare.it/integratori.php

↓ Come controllo l'aumento di azoto?

L’eccesso di azoto può generare forti stress e inibizioni alla flora batterica.
L’aumento dell’azoto nell’impianto deriva dall’alimentazione e dalla temperatura.
Per bilanciare il rapporto Carbonio/Azoto è necessario alimentare biomasse altamente carboniose (es. glicerina grezza), è preferibile il regime mesofilo ed infine si possono utilizzare integratori specifici di carbonio (es. Carbon XK).
I nostri tecnici sono disponibili a valutare eventuali variazioni alla dieta, suggerendo le biomasse più indicate.
Contattaci per avere il miglior supporto tecnico

↓ La pollina di tacchino è migliore di quella delle galline ovaiole o di broiler?

Non sempre, la tipologia di lettiera ne altera la potenziale resa metanigena.
Lo staff tecnico di Biological Care ti guiderà nella valutazione della tua pollina consigliandoti l’iter analitico più adatto; inoltre con Methan Tube® saremo in grado di fornirti risultati in tempi brevi.
Visita la sezione Methan Tube ® www.biologicalcare.it/methantube.php

↓ A quanti gradi mi considero in termofilia?

La digestione anaerobica si può svolgere a diversi range di temperatura: psicrofilia (> 25 °C), mesofilia (25 – 45 °C), termofilia (45 – 70 °C); all’aumentare della temperatura diminuisce il tempo di ritenzione, ovvero la digestione avviene più velocemente.
Una volta individuato il regime più adatto al proprio impianto, consigliamo di mantenere la temperatura il più stabile possibile per non creare stress alla fisiologia dei batteri.
Attenzione all’aumento incontrollato delle temperature estive o all’aumento causato da stress biologici, anche solo di 0.5 °C, può influenzare sensibilmente il consorzio batterico che inizierà a modificarsi selezionando nuovi batteri e causando vuoti produttivi..
I regimi più diffusi sono quello mesofilo e quello termofilo, quest’ultimo è sconsigliato in caso di alimentazione ricca di azoto, in quanto influisce negativamente sulla sua tossicità.
In caso di decida ad esempio di variare da mesofilia a termofilia, raccomandiamo di eseguire l’operazione lentamente e con le dovute precauzioni (prevedendo ad esempio un piano analitici ad hoc).

↓ Con quali strumenti posso controllare il mio impianto senza accedere a servizi di laboratorio esterni?

Titolatore FOS/TAC, pHmetro e conducimetro, analizzatore biogas sono i principali strumento per l’autocontrollo, il loro utilizzo costante permette di intervenire prontamente in caso di anomalie nella digestione.
Creare un proprio storico di dati è la base per poter diagnosticare anomalie.
L’acronimo FOS sta per «Flüchtige Organische Säuren» (Acidi Organici Volatili) ed è misurato in mg HAceq/l; TAC sta per «Totales Anorganisches Carbonat» (Capacità di Tamponamento Alcalina), espressa in mg CaCO3/l, il loro rapporto è indice dello stato di salute dell’impianto, in particolare se è sottoalimentato, correttamente alimentato o sovralimentato.
L’analisi di pH e conducibilità elettrica è estremamente rapida e semplice e anche piccole variazioni sono segnali utili ad evitare gravi crisi biologiche.
Consulta le schede di presentazione www.biologicalcare.it/strumentazione-impianto-biogas.php

↓ Dove posso fare un corso di aggiornamento per gestori di impianto?

Biological Care organizza corsi gratuiti periodici, della durata di un paio di giorni e con un numero limitato di partecipanti per garantire il giusto spazio di interazione a ciascuno.
Da sempre, riteniamo fondamentale fornire ai nostri Clienti gli strumenti per poter gestire in autonomia la quotidianità e le criticità del proprio impianto.
Siamo disponibili ad organizzare giornate di alta formazione “tailor made” o a formulare contratti di Tutoring.
Ci si può aggiornare anche frequentando convegni organizzati da enti pubblici, università e centri di ricerca, oppure leggendo testi professionali. Segnaliamo e suggeriamo ad esempio: “ Biomasse ed energia” di S. Castelli, edito da Maggioli.

↓ Per utilizzare grassi animali cosa devo fare?

È necessario essere in possesso di specifica autorizzazione S.O.A., secondo quanto prescritto nel “Regolamento(CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano”.
Questo regolamento facilita la gestione efficace dei prodotti e sottoprodotti di origine animale, preservando allo stesso tempo l'elevato livello di protezione attualmente in atto contro i rischi per la salute pubblica, la salute degli animali e l'ambiente.

Biologicalcare
Stai pensando a un impianto?

STAI PENSANDO A UN IMPIANTO?


↓ Perchè scegliere Biologicalcare?

Basta informarsi. Biologicalcare è stata la prima società costituita in Italia per offrire servizi al biogas. E’ nata da un spin of di un importante Gruppo chimico che già si occupava di questioni tecniche complesse da oltre 50 anni.
Il personale Biologicalcare, selezionato accuratamente, ha impostato le attività partendo dagli aspetti biologici e di alimentazione degli impianti.
Poi si è specializzato anche nella parte ingegneristica di progetto ed ha iniziato attività di costruzione biogas: un processo inverso di tutti gli attori presenti sul mercato italiano! Ha poi creato laboratori ed effettua ricerca continua in rapporto con i migliori istituti di ricerca.
Ha stretto relazioni commerciali con produttori di biomasse in tutto il mondo. Nessun altra società può vantare la medesima completezza di offerta. Biologicalcare è l’azienda del biogas, ecco il perché...

↓ Cos'è il biogas?

Il biogas è un biocombustibile gassoso ottenuto dalla fermentazione in assenza di ossigeno (digestione anaerobica) di materiali di origine organica, animale o vegetale.
L’intero processo avviene in ambienti a temperatura controllata, ad opera di batteri che convertono la materia organica in biogas costituito per il 50-70% da metano e per la restante parte da CO2 ed altri componenti.

↓ Perchè fare biogas?

Il nostro pianeta ha raggiunto temperature superiori a quelle registrate negli ultimi duemila anni!
Entro fine secolo, se continueranno le tendenze attuali, il mondo collasserà. Non è catastrofismo e i segnali di rapido cambiamento sono già evidenti.
I Governanti ed anche il Papa nella Sua ultima Enciclica stanno indicando la necessità assoluta al rapido cambiamento. La domanda di energia però raddoppierà entro il 2050.
Ciò significa che le emissioni in atmosfera sfuggiranno dal nostro controllo. Anche solo la produzione di carne e l’uso di fertilizzanti azotati in agricoltura costituiscono le fonti importanrti di emissioni, ancor più dei carburanti delle nostre automobili.
Per fortuna il futuro non è scritto e possiamo ancora influenzarlo! La modifica di nostre abitudini e la spinta per accelerare l’uso delle fonti rinnovabili è una risposta alla nostra portata. Il biogas sarà in prima linea.

↓ Perchè realizzare un impianto di biogas?

La produzione di energia è un’occasione per gli agricoltori per trovare nuove opportunità di reddito per le proprie coltivazioni e soprattutto per i sottoprodotti e gli scarti dell’attività agricola .
Un impianto a biogas è un investimento a lungo termine in grado di produrre in modo sostenibile energia pulita contribuendo così a proteggere il nostro ambiente.
Il biogas può essere trasformato in corrente elettrica (una parte utilizzata per il funzionamento dell’impianto ed in buona parte venduta nel circuito nazionale) e calore tramite cogeneratori (utilizzata per riscaldare l’ambiente del digestore ed eventualmente locali produttivi ed abitazioni).
I sottoprodotti della fermentazione (digestato) sono un ottimo ammendante che può ritornare nel terreno agricolo contribuendo al miglioramento delle sue caratteristiche produttive.

↓ Quali substrati possono alimentare un impianto?

Gli impianti di biogas possono essere alimentati con substrati di diversa provenienza:

- matrici organiche, come gli effluenti zootecnici (letami e liquami di bovino, suino, cavalli, pollina di gallina, tacchini, conigli);
- colture energetiche agricole, dette colture dedicate, quali gli insilati di mais, sorgo, triticale, ecc.
- biomasse energetiche specifiche per impianti di biogas, sia solide che liquide ad alto potere metanigeno come il glicerolo, il melasso o le buccette di cacao.

↓ Quali sono i quantitativi di substrato minimi?

La fattibilità dell’impianto è strettamente legata al tipo di substrato organico disponibile in loco. Il biogas può essere generato da qualsiasi prodotto o sottoprodotto di origine biologica, di conseguenza i quantitativi necessari variano in base al mix di substrati che si è deciso di utilizzare, tra quelli prodotti e quelli acquistati.
La circolare n. 32/2009 ricorda che la produzione di energia può rientrare nel regime fiscale agricolo a condizione che l'impresa agricola produca direttamente più del 50% delle risorse agroforestali necessarie per la produzione del biogas.
Non vi è alcuna prescrizione per quanto riguarda l’acquisto di biomasse dall’esterno, siano queste mais, sorgo o glicerina.
Per dare però un’idea di massima, un impianto da 1Mw necessita di 40.000 ton di sostanza secca organica l’anno, decurtabile a 20.000 ton acquistando il resto sul mercato a prezzi vantaggiosi.

↓ Qual è la superficie occupata da un impianto?

La superficie occupata da un impianto oscilla da 0,1 ad 1,5 ettari.

↓ Quali sono i costi per la realizzazione?

I costi variano in base alla dimensione dell’impianto, ubicazione, presenza di manufatti, autorizzazioni, collegamento alla rete elettrica ecc., ma indicativamente il costo oscilla dai 4.000/6.000€ per kWe installato per impianti da 250 kW a 3.000/5.500€ per impianti da 1MW.
L’investimento in un impianto a biogas richiede un attenta valutazione sui costi , i ricavi e la disponibilità finanziaria; saremo lieti di aiutarla a studiare una soluzione d’investimento congrua alle sue risorse.

↓ Quali sono le tempistiche per la realizzazione?

La durata dell’iter autorizzativo dipende dai tempi di risposta degli enti, ma si deve considerare 5 mesi per gli impianti di piccola taglia e 9 mesi per le taglie più rilevanti.

↓ Quali permessi sono necessari?

Gli impianti a biogas sono soggetti ad autorizzazioni comunali (DIA) nel caso di impianti di taglia inferiore a 250 kWe, oppure provinciali o regionali nel caso di taglie superiori a 250 kWe. All’autorizzazione per l’impianto è indispensabile aggiungere la pratica di connessione alla rete elettrica nazionale.
I nostri tecnici vi possono supportare nell’ottenimento delle autorizzazioni a seconda delle vostre esigenze: da una consulenza iniziale per raccogliere la documentazione necessaria a un attività più impegnativa dell’intera pratica autorizzativa .

↓ Siete interessati ad approfondire la fattibilità di un impianto?

Se siete interessati ad approfondire la fattibilità di un impianto inviateci la tipologia di substrati e i rispettivi quantitativi.
Sulla base di questi primi dati, valuteremo la fattibilità tecnico-economica per il suo impianto.

↓ Vorrei realizzare un impianto da 50kW, ma in molti mi hanno messo in guardia sul fatto che il calore prodotto dal motore non basterebbe a riscaldare la biomassa nel digestore. È vero?

Purtroppo questa problematica esiste per tutte le tipologie impiantistiche tradizionali caratterizzate da vasche circolari di ampio diametro. Fortunatamente, le nuove tecnologie ci permettono di bypassare questo ostacolo grazie alla ideazione di digestori verticali a biomassa adesa che diminuendo il volume in ingresso e preriscaldando il liquame rendono più efficiente lo sfruttamento del calore.

↓ Quali sono le tecnologie più innovative per i piccoli impianti?

Tra le tecnologie più interessanti segnaliamo UDR, l’”impianto con un cuore”, infatti al suo interno è presente un labirinto di tubi sui quali si sviluppa una flora batterica con il principio della “biomassa adesa”.
Il substrato passa attraverso un letto fisso di batteri fino al completo assorbimento del materiale organico espellendo solo biomassa completamente digerita, con una elevata efficienza.

↓ Ho disponibili stocchi di mais paglia, sono utilizzabili nel biogas?

Si, ma per valorizzarli è consigliabile abbinarli al dosaggio di enzimi cellulosolitici, altrimenti la resa sarebbe minima e deludente.
Gli enzimi renderanno digeribile la fibra, scindendola in carboidrati semplici e quindi convertibili in biogas e metano.
L’alimentazione di matrici altamente fibrose va evitata in caso di problemi di densità per eccesso di sostanza secca.
In alternativa esistono pompe trituratrici speciali per microlizzare il prodotto che vengono installate tra digestore primario e il secondario, per operare con biomasse già parzialmente degradate e idrolizzate.
Si tratta però di investimenti importanti e di macchinari fortemente energivori, pertanto da valutare con attenzione nel proprio business plan.

↓ Quanto liquame bovino serve per produrre un Kw? E quanto suino?

Mediamente, sono necessari 12 litri di liquame bovino o 30 litri di liquame suino per produrre 1 kW. Chiaramente sono molteplici i fattori che incidono sulla resa, ad esempio se si tratta di bovini da carne o latte.
Consigliamo di contattare Biological Care per avere consulenza esaustiva dal nostro staff tecnico.

↓ Con 100 bufale in lattazione quanto biogas potrò ottenere?

Si otterranno circa 200/250 mc di biogas al giorno, ovvero 480/550 KW/giorno, 20/25 KW/ora. Dipende però dalle lettiere e dall’impiego di adsorbenti utilizzati.
Segnaliamo ad esempio che è nuova tendenza utilizzare buccette di cacao, proprio per favorire la produzione in biogas successiva.

↓ Dove posso fare un corso di istruzione di base per la conduzione dell'impianto?

Biological Care organizza corsi gratuiti periodici, della durata di un paio di giorni e con un numero limitato di partecipanti per garantire il giusto spazio di interazione a ciascuno.
Da sempre, riteniamo fondamentale fornire ai nostri Clienti gli strumenti per poter gestire in autonomia la quotidianità del proprio impianto. Siamo disponibili ad organizzare giornate di formazioni “tailor made”, approfondendo aspetti specifici.
La nostra filosofia si identifica con il servizio di tutoring biologico, nell’ambito del quale riteniamo basilare investire tempo nella formazione del gestore dell’impianto, per un ottimizzazione reciproca del lavoro.

↓ Il siero di latte e gli scarti caseari possono essere utilizzati nel biogas?

Sono utilizzabili, ma come per tutte per le biomasse è preferibile valutarne prima il potenziale energetico e contestualizzarle nel complesso dell’alimentazione.
Ad esempio, pur non essendo il siero di latte un prodotto altamente energetico può essere utile per diluire la massa in digestione, ove necessario.
Pertanto suggeriamo di considerare l’aspetto qualitativo, quantitativo ed economico. Evitate di acquistare biomasse con scarsa disponibilità, comporterebbe uno stress piuttosto che un vantaggio e verificate la necessità di autorizzazione SOA.

Biologicalcare